Chivasso - Mercoledì 3 dicembre 2008 - Presso il Convento dei Frati Cappuccini di Chivasso, si è tenuto un incontro, organizzato dal circolo ACLI di Chivasso con l’adesione del gruppo di Azione Cattolica. Relatori, don Aldo D’ottavio, responsabile della Pastorale del lavoro della diocesi di Ivrea, fra Luca Isella guardiano della comunità dei frati ed apprezzato storico, fra Carlo Basili, cappellano dell’Ospedale di Chivasso rimessosi dalle recenti vicissitudini di salute che ha tenuto con il fiato sospeso molti Chivassesi. Molto buona la partecipazione di pubblico che ha riempito il salone incontri del convento.Sia dagli interventi dei relatori sia dal dibattito molto partecipato che ne è seguito, si è potuto cogliere un forte allargamento del concetto di Bene Comune senza restringerlo nell’ambito della Dottrina Sociale della Chiesa. Il tema è antico, verrebbe da dire preistorico, perché nasce con l’uomo non appena si fa società. Solo negli ultimi anni la Chiesa con autorevolezza ha progressivamente elaborato una Dottrina Sociale, che di volta in volta e con più o meno fiducia ha posto nelle mani dei Laici credenti e degli uomini di buona volontà. E’ stato quindi rimarcato come i Cattolici quando pensano al Bene Comune lo interpretano come il Bene Totale, rivelando una mentalità molto privatistica e di campanile. Invece dire Bene Comune deve significare mettere al centro la persona umana, con tutto quello che comporta, la sussidiarietà e la solidarietà.A proposito di sussidiarietà, si stato rilevato come oggi sia più carente di ieri; infatti lo si può quantificare valutando quale peso ha il territorio di incidere sulla gestione pubblica.Anche l’associazionismo è in difficoltà proprio sul piano della sua autonomia. I Consigli Parrocchiali, volenti o nolenti, lasciano ai parroci i compiti tipicamente laicali. Abbondano i gruppi di preghiera che certamente male non fanno, ma ci si chiede …. la preghiera non dovrebbe portare all’azione? Neanche la solidarietà sta troppo bene; è diventata una categoria da sacrestia, troppo corporativa, e non irrora di Bene la città. Certo vi è la coscienza che il passaggio Chiesa - Magistero e Laici - Uomini di buona volontà, non è un percorso semplice e lineare, occorre spianare le montagne e i colli, vuoi perché il partito Cristiano si è volatilizzato vuoi perché le parrocchie si sono dimenticate di mettere insieme fede e vita, ma si tratta di una antica e voluta dimenticanza; meglio un adulto chierichetto tuttofare al servizio del parroco che un credente adulto che ragiona con la sua testa di lavoro, politica e territorio. Insomma è venuto a galla la difficoltà di mettere insieme fede e vita quotidiana, allora si registra la moltiplicazione delle Messe (possibilmente a pagamento) come purtroppo si moltiplicano le assenze alle celebrazioni liturgiche, ma poi i bravi credenti continuano a darci dentro con la doppia morale. L’invito quindi è stato “vogliamo darci una sveglia?” d’altro canto l’Avvento non è proprio questo? Per un credente è la Parola il metro di riferimento e di lettura della storia; la spinta per cercare la verità, per conoscere la società, per non rifiutare il progresso scientifico, per cercare insieme nuove regole di convivenza nel rispetto della persona, della sua autonomia, del suo cammino personale; per operare per la giustizia nel rispetto della dignità di Dio e degli uominiInfine sono emersi i temi più caldi:
1. Cittadinanza per tutti, per affermare il valore della persona ( viviamo una diminuizione di cittadinanza);
2. Lievito nella pasta, quindi dialogare senza contrapposizioni e/o accusare il prossimo:
3. Mediazione senza alcuna preclusione politica (poi sarà la strada che verrà percorsa a selezionare).
Nessun commento:
Posta un commento